I pesci del Trasimeno

La zona che ospita il lago più grande del centro Italia non poteva che sviluppare una forte tradizione legata al pesce.
La pesca è tutelata dalla Cooperativa Pescatori del Trasimeno, che incentiva pratiche sostenibili, conserva la memoria artigianale e le sue tradizioni.

Sostenibilità e tradizione

Per tutelare la biodiversità viene adottata la pesca passiva, che consiste nel lasciare le reti immerse in acqua e attendere che il pesce rimanga intrappolato.
Le maglie delle reti hanno una dimensione abbastanza grande da permettere ai pesci di piccole dimensioni di liberarsi senza recare danni all’habitat.

Nel tempo, sono state ideate alcune iniziative per sensibilizzare i turisti nei confronti della catena di lavorazione e consumazione del pesce, come ad esempio i pacchetti “Pesca-Turismo”.
L’intento è far conoscere la qualità del pescato del Trasimeno e dei suoi prodotti derivati, ma anche di informarli rispetto a una professione che tramanda i propri metodi da generazioni e segue l’evoluzione del settore.

Infondo al Trasimeno

Il Lago Trasimeno conta ben diciotto specie di pesci, soprattutto della famiglia dei Ciprinidi, che si distinguono dagli altri gruppi per la mancanza di denti e la presenza di barbigli, ovvero una sorta di baffetti laterali con funzione tattile.
Tra le varietà, cinque sono originarie del posto o autoctone, come la tinca, il cavedano, la scardola, il luccio e l’anguilla, col tempo però gli esemplari sono diminuiti a tal punto da spingere all’introduzione di alcuni pesci alloctoni, ovvero non originari dell’area, per ripopolare le acque.
Come spesso accade, purtroppo questi tentativi producono squilibri dell’ecosistema e altri effetti dannosi, come è stata l’estinzione della Laschetta nel Trasimeno.

Gambero Rosso

Tra la fauna non originaria del lago, un caso particolare è sicuramente il gambero rosso della Louisiana P. clarkii, anche detto “gambero killer”.
Il crostaceo originario del centro-sud degli Stati Uniti e del nord-est del Messico ha dieci zampe, quindi è detto decapode, è molto aggressivo e la sua carne è particolarmente apprezzata. Queste caratteristiche hanno fatto sì che venisse introdotto negli ambienti d’acqua dolce di tutto il mondo e vi si adattasse minacciandone l’ecosistema.
Nel Trasimeno sono a rischio il granchio Potamon fluviatile e il gamberetto d’acqua dolce Palaemonetes antennarius, che è molto importante per la catena alimentare del lago, dato che è l’alimento principale di molte specie ittiche.

In cucina

L’abbondante pescosità va di pari passo con la tradizione culinaria del lago.
La carpa regina per esempio abita la zona fin da tempi antichi e le sue uova guarniscono primi piatti e zuppe; la tinca invece ha molte lische, per questo viene servita filettata; anche gli agoni sono molto conosciuti, la loro piccola dimensione e il loro sapore si adattano particolarmente alla frittura o alla preparazione in cartoccio.
Si contano anche diverse specie pregiate come il luccio, particolarmente difficile da pescare, o l’anguilla, che è quasi in via d’estinzione e ha una carne grassa e saporita; oppure ancora il persico reale, dal sapore delicato che si sposa con risotti, spiedini e fritture.

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