Il tronco delle piante

Sezionando un albero in orizzontale si possono osservare gli strati che compongono il tronco e da questi determinarne l’età.
Si utilizza il sistema di datazione della “dendrocronologia”, termine composto dalle parole “studio”, “tempo” e “albero”, che osserva e conta le sezioni concentriche della pianta.
A ognuna di esse corrisponde un anno di vita, tanto più spessi sono gli anelli migliore è il suo stato di salute.

Le sezioni del tronco

La parte più esterna della sezione è anche la più recente e prende il nome di corteccia. È composta da un tessuto ricco di vasi, il libro, indispensabile per il trasporto del nutrimento che ha avuto origine dalla fotosintesi e si diffonde fino al centro del tronco o midollo.

Procedendo dalla corteccia verso l’interno si incontra la sezione successiva, in cui vengono prodotte le cellule che costituiscono l’alburno. Anche questo è provvisto di una fitta rete di canali, attraversati nella direzione inversa rispetto al libro, per consentire alla linfa grezza di procedere dalle radici verso l’alto, dove viene trasformata.

Durante questa fase, parte delle sostanze non elaborate confluiscono verso il centro del fusto e si impregnano di lignina, una sostanza che inibisce le sue funzionalità e provoca un irrigidimento delle cellule di alburno, trasformate in durame.

Questa rappresenta la struttura della pianta, a cui dona stabilità e sostegno; è la parte che viene utilizzata come legname da lavoro e si presenta agli occhi come una sezione più scura. La porzione di tronco occupata da alburno e durame appare come un susseguirsi di anelli, sono proprio questi che scandiscono le annualità dell’albero, alternando la parte più chiara e spugnosa, sviluppata in primavera quando c’è abbondanza di acqua, alla parte più compatta e scura dell’autunno.

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