Le isole del lago Trasimeno

Lo specchio d’acqua più grande del centro Italia si trova nella parte settentrionale della regione, lungo le sue sponde tra lecceti e uliveti, sono nati alcuni borghi che coniugano bellezza artistica e naturalistica e dove si svolgono attività sportive.
Il territorio del lago Trasimeno e delle sue isole permette di scoprire un altro lato dell’Umbria, altrettanto ricco di storia e tradizioni artigianali.

Isola Polvese

Si trova a sud-est la più grande isola del lago, un’oasi di tranquillità in cui i veri padroni di casa sono gli animali, uccelli e anfibi.
I cittadini hanno abbandonato l’isola da tempo e ora vi risiedono solo alcune famiglie, limitandosi a brevi soggiorni. Questo permette di conservare il particolare ecosistema lacustre, che si può osservare nello splendore dei canneti e del bosco popolato da lecci e roverelle.

Le origini e la storia

Il nome dell’isola sembra derivare da “polvento” ovvero “sottovento” un attributo a cui rimane ancora legata, tanto che le lezioni di vela richiamano ogni anno molti turisti e appassionati.
Le origini storiche vengono fatte risalire ai Romani, di cui si possono ammirare le tracce in alcuni edifci. Nel tempo si sono susseguite diverse signorie, tra cui quella dei Perugini dal 1139 fino al progressivo abbandono dei suoi abitanti, cominciando dai monaci olivetani.

Il declino che investe il XVII secolo permette al granducato di Toscana di impossessarsi del territorio, ciononostante i polvesani continuano a lasciare l’isola, che recupera lustro grazie alle rilevazioni da parte dei privati, come il Conte Giannino Citterio che nel 1959 decide di ristrutturare gli edifici e costruire una villa.
Dal 1973 l’isola Polvese viene acquisita dall’Amministrazione provinciale di Perugia e rientra nel comune di Castiglione del Lago.

La presenza dell’uomo è limitata, per questo il livello d’inquinamento è scarso e i pesci abbondano, tanto che i visitatori scelgono l’isola per praticare la pesca d’acqua dolce, in particolare le tecniche di carpfishing e spinning, o cattura dei pesci predatori.

Isola Maggiore

Un nome che può trarre in inganno, la Maggiore è solo la seconda per grandezza tra le isole del Trasimeno, ma la prima per patrimonio artistico.
Dalla riva di Tuoro sul Trasimeno, appare come un fazzoletto verdeggiante e boscoso, apprezzato dagli amanti del trekking che possono visitare paesaggi naturali e palazzi storici.

Le origini e la storia

Dopo aver passato un primo periodo di dominazione franca, le tre isole passano nelle mani di papa Pasquale I e quindi di Perugia; durante questo periodo fiorisce la pesca, praticata secondo il metodo dei tori, dal nome degli ammassi di fascine che intrappolano facilmente lucci, anguille e tinche.

Come per molti luoghi della regione, anche la storia dell’isola Maggiore è segnata da importanti eventi spirituali, nel 1211 infatti viene scelta da Francesco d’Assisi come luogo di ritiro quaresimale, poi onorato con la costruzione di un convento e di numerose chiese.

Nel corso del Rinascimento gli edifici religiosi si arricchiscono di opere d’arte prestigiose, raggiungendo il massimo sviluppo artistico del luogo, a cui purtroppo segue un periodo di innalzamento dell’acqua. Le condizioni ambientali impediscono il metodo di pesca autoctono e si apre una profonda crisi, che contribuisce allo spopolamento dell’isola.

Dopo essere passata sotto il comune di Tuoro sul Trasimeno, il marchese Giacinto Guglielmi di Civitavecchia acquista l’ex convento francescano e costruisce un castello, visitabile ancora oggi. La famiglia nobiliare ha dato grande impulso all’economia locale, infatti Elena, la figlia del conte, ha aperto una scuola di ricamo a punto fine con l’uncinetto, indirizzata soprattutto alle figlie dei pescatori.
La nuova attività di artigianato diventa parte della tradizione dell’isola, tanto da dedicarle il museo del merletto.

Isola Minore

Si trova poco distante dall’isola Maggiore, un lembo di terra a forma di virgola talmente piccolo da essere conosciuto anche come l’“isoletta” di Passignano sul Trasimeno.
Attualmente è proprietà privata, per questo non è visitabile; il territorio conserva i resti di alcune chiese ma è conosciuto soprattutto per la bellezza data dalla folta vegetazione che lo ricopre.

Le origini e la storia

La rivalità con le vicine isole ha segnato la storia locale, al punto che i primi documenti storici del 1130 fanno riferimento allo scontro con i polvesani per il dominio sul lago per poi passare sotto il controllo perugino.
La vita sull’isola diventa sempre più difficile a causa delle continue razzie dei predoni di passaggio, per questo i cittadini decidono di trasferirsi sulla terraferma nei pressi del centro che diventerà Tuoro. Da quel momento in poi gli unici ad occupare l’isola sono alcuni eremiti.

Attualmente l’isola non è visitabile perché proprietà di un privato, non è collegata con le altre isole e non possiede nemmeno un molo per l’ormeggio. Ciononostante si può godere del suo profilo dalla vicina costa.

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