Olio e olivo tra storia e gastronomia

La zona che ospita il lago più grande del centro Italia non poteva che sviluppare una forte tradizione legata al pesce.
La pesca è tutelata dalla Cooperativa Pescatori del Trasimeno, che incentiva pratiche sostenibili, conserva la memoria artigianale e le sue tradizioni.

Storia dell’olivo

Le origini dell’olivo sembrano ascrivibili alla zona dell’Asia Minore, infatti alcuni ritrovamenti di utensili per la coltivazione e il trattamento del frutto sono datati intorno al 6000 a.C.
In seguito a questo periodo la coltura si sarebbe propagata in Egitto, dove l’olio assume un valore di status symbol e viene impiegato sia ad uso alimentare sia per cerimonie sacre.

Ma come è arrivato l’olivo nelle nostre zone?
Il percorso è piuttosto lungo, inizialmente sono stati i Fenici, popolo di navigatori e commercianti per eccellenza a stabilire contatti con le coste Mediterranee dell’Africa e del Sud Europa per trasferire il valore di questa nuova coltivazione ai Greci.
È proprio in questo modo che si stabilisce l’usanza di premiare i campioni dei giochi olimpici con anfore d’olio e corone di foglie d’ulivo, ma anche di affiancare al classico uso gastronomico il fine terapeutico per curare ferite e scottature.

La pianta assume un’importanza tale da essere addirittura protetta da leggi ad hoc e verosimilmente viene introdotta in Italia dagli Etruschi, per poi consolidare il prestigio con i Romani, fino ad esportarlo in ogni colonia.

Di pari passo con il crollo dell’Impero romano e l’invasione dei popoli barbari, le pratiche culturali legate all’ulivo vanno scomparendo. È solo grazie a vari ordini ecclesiastici che si ristabilisce il suo valore e si intensifica la coltivazione, soprattutto nella parte centro-meridionale della penisola.

Nella gastronomia

Oggi l’olio è parte integrante della tradizione gastronomica italiana ed è tra i prodotti nostrani più famosi e apprezzati all’estero.
L’Umbria è tra le regioni più rinomate per l’olivicoltura, una tradizione che si riflette anche nei bellissimi paesaggi collinari, ricoperti da distese di oliveti.
In particolare la zona del lago è terreno fertile per la varietà di olivo Dolce Agogia, che dona all’olio un gusto delicato dalle note amare e piccanti e un colore chiaro con riflessi gialli.
Queste caratteristiche lo rendono l’accompagnamento perfetto a un’altra materia prima d’eccellenza: il macc, sia in carpaccio che arrosto, ma anche nei passati di verdure.

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